Cambiar casa è sempre una sfida, a meno che non viviate in Giappone, in 10 m² scarsi. Avete mai l’impressione di aver fatto entrare nel vostro appartamento semplicemente troppi oggetti? Che non ci sia più spazio neppure per uno spillo? Ecco, adesso pensate a dover sistemare tutto in scatoloni e borse, caricare e scaricare, e poi tirare tutto fuori di nuovo, da un’altra parte. Una bella faticaccia…

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YouFeel: le quattro facce dell’amore per Rizzoli

Con l’arrivo dell’estate diverse case editrici hanno deciso di lanciare nuove collane e iniziative per diffondere e facilitare la lettura. Fra queste c’è la Rizzoli, che ha dato vita a un nuovo progetto di editoria digitale tutta al femminile: “YouFeel”, romanzi brevi da gustare ovunque, nel poco tempo che si ha a disposizione e a seconda di come ci si sente in un certo momento.

La nuova collana…

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The giver - Il donatore,

Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o…

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Dopo averci parlato del suo personale record di tre pubblicazioni in sei mesi per tre editori diversi, continua la chiacchierata con lo scrittore Francesco Grasso.

Da autore, come valuti il mercato italiano? È possibile trovare degli spazi o c’è ancora un forte pregiudizio verso i giovani e, più in generale, i nomi nuovi?
Purtroppo, se devo dar retta alla mia data di nascita (crudeltà…

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Se diciamo La storia infinita cosa vi viene in mente? Il romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 e tradotto per la prima volta in italiano nel 1981? Oppure il film del 1984 diretto da Wolfgang Petersen?

Sia come sia, se siete cresciuti leggendo o guardando le avventure di questi magnifici personaggi, se avete sognato di cavalcare Falkor e di sconfiggere il…

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Leggere vi piace, pensate a voi come a un appassionato di libri e spesso sono anche le altre persone a definirvi così. Portate sempre un romanzo con voi, siete aggiornati sulle ultime novità editoriali, le biografie degli scrittori non hanno segreti. Ma basta questo per fare di voi un vero book-lover?

Riprendendo un pezzo di BuzzFedd, ecco un identikit in 19 punti per individuare senza timore di sbagliare il vero amante della lettura. Vi rivedete nel ritratto?

1. Siete nel bel mezzo della lettura di un libro fantastico proprio adesso.

2. Ma al contempo state già pensando a cosa leggerete quando avrete finito il romanzo in corso.

3. Vi capita spesso di chiedere alle persone di abbassare la voce – o il volume della tv – così che possiate leggere in pace.

4. Perché niente di ciò che vi accade intorno è anche lontanamente interessante come quello che succede in un buon libro.

5. Avete pianto leggendo della morte di un personaggio amato, anche in pubblico.

6. E i libri che avete letto vi hanno lasciato una serie di “postumi”, strascichi che vi siete portati dietro per molto tempo.

7. Comunque voi non vi limitate a leggere i libri: li indossate, grazie ai gadget a tema, e magari li tatuate anche sulla pelle.

8. Molto spesso le vostre battute di spirito o le vostre frasi fanno riferimento ai libri, anche se nessuna delle persone che vi circondano sembra capire di cosa stiate parlando.

9. Per voi è sostanzialmente impossibile diventare grandi amici di qualcuno che disprezza il vostro autore o il vostro libro preferito.

10. Ma vi illuminate come lampadine, quando scoprite che a qualcuno piacciono i vostri stessi libri.

11. Parlando di preferenze, per voi è impensabile fare una scelta. Un solo libro preferito? Ma voi ne avete decine, centinaia persino.

12. Anche perché, vi capita spesso di innamorarvi di una nuova storia, di un nuovo personaggio, di un nuovo stile di scrittura.

13. Riordinare la libreria o gli scaffali è una delle vostre attività preferite nei giorni di pioggia. O nei giorni di sole. O di notte.

14. Non c’è bisogno di dire che siete super-amichevoli, quando incontrate qualcuno in libreria. Sentite subito un feeling.

15. Vi piace da impazzire affrontare con le persone la disputa: meglio il libro o il film? La risposta chiaramente è sempre la prima, ma comunque… argomentare la vostra posizione vi piace molto.

16. Siete consapevoli che quando si tratta delle vostre storie preferite, non sarete mai troppo adulti per definirvi “young adult”.

17. E non importa se gli anni passano, non smettere mai di aspettare la vostra lettere per Hogwarts.

18. Ogni volta restate genuinamente sorpresi quando qualcuno afferma di non amare la lettura.

19. Perché i mondi che i libri vi aprono davanti rendono la vostra vita infinitamente più ricca e non potreste mai e poi mai immaginare la vostra esistenza senza.

Cosa ne pensate di questo identikit del perfetto lettore? Vi rivedete in alcuni dei punti? Aspettiamo i vostri commenti. 

 

Appassionato di libri: 19 punti per un identikit Leggere vi piace, pensate a voi come a un appassionato di libri e spesso sono anche le altre persone a definirvi così.

Francesco Grasso, messinese trapiantato da anni a Roma, nella vita fa l’ingegnere. A quest’anima definiamola “scientifica”, però, si accompagna da sempre in lui una forte passione per la scrittura e la narrativa. Autore di diversi romanzi, è salito agli onori della cronaca letteraria del nostro paese per un buffo record… quello di aver visti pubblicati nel giro di 6 mesi ben 3 suoi romanzi – tutti storici – con 3 case editrici differenti!

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con questo scrittore, una conversazione ricca d’ironia e di spunti di riflessione, per parlare del suo primato degno del Guinness, e di molto altro ancora.

Un ingegnere che scrivere romanzi… Ammetto che questo binomio mi incuriosisce molto. Come nasce in te la passione per la scrittura?
A me, sinceramente, incuriosisce il fatto che, pensando a un ingegnere che crea narrativa, inevitabilmente ci si figuri un disadattato borderline affetto da personalità multipla. Be’, mi sento di rassicurare il pubblico: noi (io e Hyde, qui, che scalpita per uscire) siamo tipi perfettamente normali, almeno fin tanto che prendiamo regolarmente le nostre dosi di Prozac. Scherzi a parte, proprio oggi ho fatto una scarpinata da turista sul passo del Tonale, e ho visto le targhe coi resoconti dalla Grande Guerra firmati da Gadda, che aveva combattuto contro gli austriaci proprio da queste parti. Chissà se anche il buon Carlo Emilio, noto ingegnere, ai suoi tempi aveva dovuto giustificare più e più volte i suoi discordanti interessi. E come lui gli altri ingegneri spuri che, ieri e oggi, hanno osato alternare il regolo calcolatore alla penna. Robert Musil, per fare un nome. Luciano de Crescenzo. E tanti altri. A pensarci bene, tra i colleghi scrittori che frequento, i professionisti in materie scientifiche abbondano. Viceversa, conosco moltissime persone di formazione umanistica che non solo non hanno mai pensato di scrivere, ma che non leggerebbero una riga di narrativa nemmeno sotto minaccia di tortura. Che significato trarre da quanto sopra? Nessuno, spero: detesto chi vuole trarre regole generali dalla propria, minuscola esperienza. Per quanto riguarda la mia “passione” per la scrittura, devo ammettere che inventare storie e riversarle su carta mi diverte, mi rilassa, mi gratifica. Sin da quando ho iniziato a farlo, in epoche remote della mia vita che ricordo a stento. Tuttavia non credo si possa parlare di passione, almeno nel senso di dedizione viscerale che trabocca ogni limite e talvolta si traduce in sofferenza. Nel mio rapporto con la pagina bianca sono molto misurato, lo considero un hobby da weekend, se mai smettesse di divertirmi (o peggio, se divenisse un lavoro) suppongo che smetterei all’istante.

Hai un genere che preferisci, oppure ti sei cimentato in cose diverse, anche soltanto per provare?
Be’, io ho esordito nel campo della fantascienza. Il mio primo romanzo, Ai due lati del muro, vinse il premio Urania della Mondadori (il massimo trofeo nazionale per opere di questo genere), come anche il successivo, 2038: la rivolta. In seguito mi sono cimentato in altre varietà di narrativa: dal thriller al fantasy, dall’horror al racconto umoristico. Da qualche anno mi sono innamorato del romanzo storico, genere cui appartengono i miei ultimi tre lavori pubblicati. Devo però confessare che queste classificazioni mi annoiano. Io distinguo tra buona narrativa e cattiva narrativa, stop. Tutte le altre distinzioni, secondo me, sono utili per tenere in ordine gli scaffali delle librerie, nulla più.

Nel 2014 sei diventato una sorta di recordman in campo letterario, perché in 6 mesi sono usciti 3 tuoi romanzi con 3 editori diversi. Vuoi parlarci di questo record?
Oggetto di questo singolare primato sono i tre romanzi storici che citavo: Il re bianco del Madagascar (Ensemble), ambientato alla fine del 1700, che racconta una storia tratta dalla tradizione orale della mia famiglia; Come un brivido nel mare (Nemo), che narra del devastante terremoto di Messina del 1908, e Il matematico che sfidò Roma (Edizioni 0111), che si svolge a Siracusa nel terzo secolo avanti Cristo e ha per protagonista il celeberrimo Archimede. Si tratta di romanzi che ho scritto nell’arco di quattro anni, ma che per singolari circostanze editoriali sono stati pubblicati a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Il record, in effetti, avrebbe potuto essere ancora più eclatante: “Il matematico che sfidò Roma” era pronto per la stampa già a gennaio, ho chiesto io all’editore di procrastinare l’uscita a giugno, giacché erano appena usciti gli altri due romanzi e avrei finito per farmi concorrenza da solo. Che poi le “circostanze editoriali” di cui sopra non sono affatto singolari, le definirei anzi pane quotidiano. Io impiego in genere dai 6 ai 9 mesi per porre la parola “FINE” a un romanzo, e poi 1-2 anni per trovare un editore che accetti di pubblicarlo. Non so se i colleghi autori confermeranno (temo di si), ma per quanto mi riguarda gli scogli più aguzzi del mare letterario non si affrontano davanti alla tastiera, bensì fronteggiando le redazione delle case editrici.

Se trovare un editore, per molti, è un’impresa, non voglio pensare a cosa sia trovarne e gestirne addirittura tre… Ci racconti come hai fatto? E come sono i rapporti (anche tra i tuoi editori)? Quanto è complicato stare dietro a tutto?
Ovviamente gli editori non sono tutti uguali. Ma questa è una banalità, perdonatemi. Parliamo della mia esperienza personale: come ho detto, io ho esordito con Mondadori. Editore titanico, multiforme e iper-burocratico, con cui non mi sono trovato granché bene. A dirla tutta, non mi sono trovato affatto. Nonostante abbia pubblicato con loro due romanzi e numerosi racconti, per i signori di Segrate io continuo a essere un perfetto sconosciuto. Impossibile mantenere un contatto, ottenere un feedback o semplicemente trovare qualcuno cui indirizzare proposte. Ho patito le medesime difficoltà con gli altri “big” dell’editoria. Molto meglio le case editrici medio-piccole, con cui è più agevole instaurare un rapporto personale ed essere ascoltati. Non sempre, è ovvio. Purtroppo, concedetemi lo sfogo, i cialtroni si trovano dappertutto. Ho avuto, anche recentemente, esperienze di direttori editoriali che – pur di negarsi al telefono – costringevano la segretaria di turno (imbarazzatissima, poverina) a riferire scuse che neanche nelle peggiori freddure di Pierino. Ho conosciuto editori che solo dopo il settimo fax si degnavano di rispondere “ho da fare”, e per riuscire a parlarci dovevi beccarli alle fiere editoriali (e anche lì ti costringevano ad anticamere che nemmeno per essere ricevuti al Quirinale). Ecco, uno dei problemi dell’editoria italiana, a mio modestissimo avviso, è la presenza, ai vertici di molte aziende, di individui dotati di ego di dimensioni planetarie ed educazione da particella subatomica. Ci sono, peraltro, le isole felici. Qui devo ovviamente citare Edizioni 0111, con cui si è creata, per il romanzo Il matematico che sfidò Roma, una collaborazione esemplare (li ho trovati cortesi, attenti, disponibili, una perla rara). Anche i giovanissimi amici di Ensemble (editori de Il re bianco del Madagascar) meritano i miei complimenti per la cura, la professionalità e la sagacia con cui li ho visti all’opera. Infine, è una persona solare e affabile l’editore (non posso nominarlo, sorry, però gli farò leggere l’intervista) con cui al momento sto portando avanti il mio nuovo progetto di narrativa. Per tornare alla domanda… È complicato muoversi nella giungla editoriale italiana? Mah, può darsi. I pericoli esistono. Non ho formule magiche da suggerire, mi sento solo di offrire due prosaici consigli: 1) Scegliete con oculatezza le persone con cui dovrete collaborare; 2) Non lesinate qualche sincero vaffanculo a chi lo merita.

–> Domani la seconda parte dell’intervista al “recordman” Francesco Grasso

 

6 mesi, 3 romanzi, 3 editori: tutti i numeri di Francesco Grasso Francesco Grasso, messinese trapiantato da anni a Roma, nella vita fa l’ingegnere. A quest’anima definiamola “scientifica”, però, si accompagna da sempre in lui una forte passione per la scrittura e la narrativa.

Sarà vero che i mesi estivi volano via più in fretta di tutti gli altri? Sia come sia, stiamo già per lasciarci luglio alle spalle – con il suo tempo pazzerello e incomprensibile, forse più degno di aprile. La classifica dei best-seller porta i segni delle nuove, attesissime uscite e anche dei verdetti dei premi letterari nostrani più attesi. Non sul podio, però, dove resistono Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio e La piramide di fango di Andrea Camilleri, seguiti da Colpa delle stelle di John Green che, complice anche il film di prossima uscita, continua ad appassionare i lettori. Neppure il quarto posto è una sorpresa: Storia di una ladra di libri di Marku Zusak merita già di essere incoronato presenza più costante degli ultimi mesi.

Dalla quinta posizione in avanti, invece, sono ben 5 le novità. Ce n’è davvero per tutti i gusti: dal nuovo libro di casa Sellerio che riunisce le avventure dei detective più amati degli ultimi anni, al ritorno al thriller storico di Marcello Simoni, passando per il capitolo finale della saga degli Shadowhunters firmata Cassandra Clare. E ancora, il vincitore del Premio Strega 2014 e il ritorno del commissario Ricciardi. Novità e attesi ritorni, tutti insieme per tenerci compagnia in questa lunga (?) estate. Buona lettura!

Vacanze in gialloSperano in una sosta, “senza indagini, senza pericoli, senza misteri”, i personaggi di queste storie. Ma il vento caldo li porta lontano, fuori sede e spesso fuori di testa. Carlo Monterossi, l’eroe di Alessandro Robecchi, si trova in una posizione insolita per un investigatore benché divo della televisione, quella del truffato; e così prepara il “contropacco”. I vecchietti del BarLume, usciti dal talento comico di Marco Malvaldi, sono in montagna, con la Settimana delle Poste, e si infilano in una storia di eversione: assurdamente, ma l’assurdo è la loro dimensione. Saverio Lamanna, il protagonista dei gialli di Gaetano Savatteri così vicini alla cronaca siciliana, intuisce una verità inconfessabile (nel senso più proprio del termine) durante un convegno antimafia. Rocco Schiavone, il triste tenebroso di Antonio Manzini, scopre un piccolo ributtante intrigo sul volo per le vacanze e rischia di provocare, con l’aria che tira, un grosso guaio. Petra Delicado, la paladina di verità e di giustizia venuta dal genio di Alicia Giménez-Bartlett, stavolta senza il vice Fermín (lo sente al telefono) in un club vacanze, inciampa in un boss, spinta dai bambini del compagno…
Tornano i personaggi e gli scrittori più amati di casa Sellerio. Questa volta il punto d’incontro delle diverse storie, il fil rouge che serpeggia per tutti i racconti è l’estate, precisamente le vacanze estive.

L’abbazia dei cento peccatiÈ l’agosto del 1346, quando il valoroso Maynard de Rocheblanche, sopravvissuto a una disfatta militare, entra in possesso di una pergamena con un enigma vergato. Quell’oscuro testo fa riferimento a una reliquia preziosa, avvolta nel mistero, il Lapis exilii. Sono molti coloro che hanno interesse a impossessarsene, primi fra tutti un ambizioso cardinale di Avignone e il principe Karel di Lussemburgo, desideroso di farsi incoronare imperatore. Per non far cadere l’inestimabile documento in mani sbagliate, Maynard sarà costretto a fuggire. Si recherà prima a Reims, presso la sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte-Balsamie, poi nell’abbazia di Pomposa. Proprio lì avverrà il fortunato incontro con l’abate Andrea e il giovane pittore Gualtiero de’ Bruni, insieme ai quali proverà a scoprire la verità sulla reliquia. L’unico a conoscerla, tuttavia, è un monaco dall’aspetto deforme, che ha carpito il segreto del Lapis exilii da un luogo irraggiungibile, il monastero di Mont-Fleur…
Dopo il successo del Mercante di libri maledetti (vincitore del Premio Bancarella 2012), Marcello Simoni torna al thriller storico, per raccontare una storia di reliquie e di misteri secolari.

Shadowhunters. Città del fuoco celeste Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre, uniti da un legame profondo e indissolubile, sono costretti a cercare un altro mondo dove l’estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.
La saga degli Shadowhunters – iniziata con Città di ossa nel 2007 -, dopo 6 libri e un prequel, arriva a conclusione. 

 

1.   Gianrico CarofiglioUna mutevole verità
2.   Andrea CamilleriLa piramide di fango

3.   John Green – Colpa delle stelle
4.   Markus ZusakStoria di una ladra di libri
5.   AA. VV. – Vacanze in giallo
6.   Maurizio De Giovanni - In fondo al tuo cuore
7.   Marcello Simoni - L’abbazia dei cento peccati
8.   Paulo Coelho – Adulterio
9.   Francesco PiccoloIl desiderio di essere come tutti

10. Cassandra ClareShadowhunters. Città del fuoco celeste

I libri più letti dal 14 al 20 luglio Sarà vero che i mesi estivi volano via più in fretta di tutti gli altri? Sia come sia, stiamo già per lasciarci luglio alle spalle - con il suo tempo pazzerello e incomprensibile, forse più degno di aprile.

Arriva dagli Stati Uniti, ma si è già diffusa in tutta il mondo, vecchio continente compreso, l’ultima moda in fatto di librerie. Immaginate di entrare nella hall di un albergo di lusso – il Joule Hotel di Dallas, per esempio – e di trovare un negozio di libri, accanto alle boutique di abiti e accessori. Oppure pensate se, nella vostra stanza, insieme al mini-frigo e agli accessori da bagno vi trovaste davanti pile di romanzi che è possibile acquistare.

Non si tratta di sogni ad occhi aperti, ma di realtà. Diversi editori, soprattutto specializzati in libri d’arte e illustrati, di lusso, hanno deciso di inserirsi nel settore alberghiero. Da Beverly Hills e Hollywood fino a Colonia e Amsterdam, passando per Miami, New York, Venezia, Lima, Città del Messico e Istanbul. Il connubio tra hotel e librerie è di quelli che stuzzicano la fantasia delle case editrici, soprattutto quando si parla di prodotti di alto livello.

Gli editori che si cimentano nell’impresa sono soprattutto legati al mondo dell’arte, ed è sensato che scelgano queste location eleganti per esporre i loro costosi volumi. Gli affitti dei locali sono alti, ma non lo sono forse anche i prezzi dei libri? Chiaramente si capisce subito il fascino che ha, per una casa editrice di un certo tipo, il fatto di poter esporre i propri titoli in strutture dove una notte costa cifre esorbitanti – centinaia se non migliaia di dollari. E’ il trionfo del marketing differenziato, del commercio di lusso.

Quello che viene da chiedersi è quanto spesso i clienti facciano acquisti in questi negozi, quanto ritorno ci sia in termini di entrare. Insomma, se questi siano davvero esercizi commerciali o non diventino piuttosto opere d’arte a loro volta, decorazioni e poco più.

Vi basterebbe fare un giro per queste “librerie” per rendervi conto che sono nella maggior parte dei casi parte dell’arredamento. I clienti siedono ai tavoli, sorseggiando drink con gli amici, ma capita assai di rado di vedere qualcuno avvicinarsi agli scaffali. I libri sono soprammobili e questi negozi somigliano a un prolungamento del bar dell’albergo più che a poli di attrazione culturale.

Parliamoci chiaramente: quando si è in viaggio – per lavoro, ma anche per piacere – leggere è un’attività che rilassa, che permette di passare il tempo e di sentire meno l’eventuale solitudine. Ma i lettori portano sempre un libro con loro – e oggi gli e-reader hanno risolto i problemi di spazio e peso dei volumi. Chi si avventurerà fuori dalla sua stanza per scendere ad acquistare un libro nella hall? Se in valigia ha  il suo bel romanzo, oppure se con un click può acquistarne uno nuovo non appena ha finito la lettura del precedente? Quest’idea delle “librerie”, insomma, fa pensare a uno sfoggio di lusso un po’ fine a se stesso.

Certo, se nelle stanze si trovassero davvero libri di narrativa e non a cui dare un’occhiata con attenzione, il discorso potrebbe cambiare…

Cosa ne pensate di questa nuova moda? Scendereste nella hall dell’albergo per acquistare un libro? Oppure pensate che libri e scaffali siano solo elementi d’arredo, messi lì per bellezza più che per utilità? Fateci sapere! 

Fonte

Alberghi e librerie: mix vincente? Arriva dagli Stati Uniti, ma si è già diffusa in tutta il mondo, vecchio continente compreso, l’ultima moda in fatto di librerie.

Un libro per amico: la cucina dove tutti sono benvenuti

Se cercate un blog dove parlare di libri e commentare le vostre letture in totale libertà e tranquillità, Un libro per amicoè quello che fa per voi. A gestire questo spazio è Daniela, architetto, moglie e mamma, che si destreggia tra i mille impegni della vita quotidiana senza dimenticare di prendersi i suoi spazi. La lettura, infatti, è qualcosa a cui proprio non vuole rinunciare! Daniela legge…

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