Memorie di una cagna,

Una nave è in vista delle coste greche. A bordo, una donna cerca di distinguere il profilo del Peloponneso nella luce incerta del crepuscolo. È Elena di Troia, ricondotta in patria dal marito Menelao dopo la distruzione dell’orgogliosa città. Al vento e alle onde, lei affida la propria storia. E la sua voce racconta una verità diversa da quella che tutti conoscono: malinconica e vibrante, parla…

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Jane Austen e le correzioni: I Watson ipertesto moderno?

di Granpasso

Pesantemente? Ma no, figurati, meglio stupidamente.

L’immenso ventre molle della Bodleian Library di Oxford ospita dal 2011 il manoscritto dell’inedito (perché abbandonato) di Jane Austen, “I Watson” (The Watsons).

Posto o città? Certo è meglio città, in questo caso.

E se lo guardi bene vedi sul romanzo incompiuto le commoventi correzioni a mano.

Sottintendo il soggetto, o lo…

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di Davide Martini

Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità.

C’è chi lo ha definito un diario, chi un’opera di utopia. Altri ancora lo hanno letto tenendo a mente le moderne teorie matematiche di combinatoria. Quel che è certo, è che a distanza di…

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di Maria Cristina Ruggieri

Poppies: una parola che, presa a sé stante, fa venir voglia di sorridere. Ma il contesto può cambiare tutto. Mi trovo nella capitale britannica e i papaveri sono l’oggetto dell’istallazione “Blow Swept Lands and Seas of Red”. Quest’opera, che circonda la Torre di Londra, è composta da 888.246 papaveri di ceramica creati, seguendo le tecniche dei mastri vasai dei primi del ‘900, dai rinomati artisti Paul Cummins e Tom Piper. Ciò che cattura l’attenzione è la particolare disposizione, che riproduce una cascata. L’idea di questo flusso di papaveri proviene da qui: “Il sangue dilagò intridendo terre e mari di rosso”. Così scrisse uno dei soldati inglesi durante la Prima Guerra Mondiale.

Il binomio papaveri/guerra è uno di quelli più produttivi, in poesia. Potrebbe venirvi in mente De André, che cantava “son mille papaveri rossi” a vegliare sulle spoglie dei caduti. Per restare nel panorama italiano, troviamo D’Annunzio, a cui i papaveri ricordavano “il flutto ancor caldo/ sgorgato da un’ecatombe”. Nessun lirismo in questi versi, ma immagini nitide e reali.

Tornando in Inghilterra, Wilfred Owen scelse questo modo di esprimersi: “Il vero poeta deve essere veritiero”. Grazie anche ai suoi testi sappiamo che l’obbiettivo dei lirici inglesi era mettere in guardia le generazioni future. Altri suoi versi recitano: “La vecchia bugia: Dulce et decorum est. Pro patria mori”. I versi più famosi di Owen sono stati anche riportati nell’Abazia di Westminster, su una lapide nell’Angolo dei poeti, a sottolineare che questi uomini che qui giacciono scrissero della “disgrazia della guerra”. Sulla lapide sono riportati i nomi di sedici poeti morti durante la grande guerra: Aldington, Binyon, Blunden, Brooke, Gibson, Graven, Grenfell, Gurney, Jones, Nichols, Read, Rosenberg, Sassoon, Sorley, Thomas e lo stesso Owen.

Spicca tra questi Sigfried Sassoon, per Owen e Blunden il grande maestro, poeta arrabbiato, ambiguo ed enigmatico come sottolineano i suoi versi: “Nel mio cuore c’è una guerra crudele che vuole essere combattuta. Nel buio infame con gemiti e corpi mutilati sanguinanti; una fame che rode mi guida, può essere placata solo con la violenza, e una brama nera si compiace dentro di me senza vergogna”.

All’opposto Isaac Rosemberg e Rupert Brooke: il primo apocalittico mentre il secondo, poeta georgiano interpreta la sua missione in guerra come metafora della fuggevolezza della vita e l’amore diventa l’unico modo per godersi quei pochi anni. Brooke vede la guerra come disegno di ciò che è brutto: “Niente andrà più oltre, nel grande giorno né le mie passioni, né le mie preghiere, avranno il potere di portare queste cose con me oltre il varco della Morte”.

Gli addetti alla campagna di commemorazione allestita alla Torre di Londra invitano tutti a porsi una semplice domanda: perché ricordare il passato? A questo interrogativo i poeti di guerra risponderebbero: perché noi non possiamo dormire in pace, anche se i papaveri crescono.

Poeti di guerra e memoria: la Torre di Londra si tinge di rosso di Maria Cristina Ruggieri Poppies: una parola che, presa a sé stante, fa venir voglia di sorridere.

I capolavori dell’arte: 35 monografie di artisti

“L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.”  [Vasilij Kandinskij]

Il Corriere della Sera presenta “I capolavori dell’arte“, un’esclusiva collana di volumi pensati per accompagnare i lettori – esperti del settore e non solo – in un viaggio attraverso i grandi capolavori di pittura e scultura.

La raccolta sarà composta da 35 monografie,…

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Tweet for read: il segnalibro social che richiama il lettore all’ordine

Non è un mistero per nessuno: oggi molto del nostro tempo di internauti lo passiamo su Facebook, Twitter e affini, piattaforme digitali che hanno soppiantato, lentamente, le attività con le quali riempivamo la nostra quotidianità. Una di queste attività “superate” è la lettura. Stando a recenti statistiche, i libri sono usciti sconfitti dalla concorrenza con i Social Network, in termini sia di…

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Dietro Le tazzine di Yoko – il blog di cui parleremo oggi – non si cela una sola mente e una sola penna, ma bensì tre!

Yoko – l’ideatrice del format – si definisce estroversa e creativa. È sempre impegnata a portare avanti quanti più hobby e progetti possibile, infilandoli tra gli ultimi esami da dare all’università – facoltà di architettura – e il lavoro part-time come web designer. Valyè…

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1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l’élite londinese che celebrerà l’occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione,…

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Alabarde, alabarde: esce il romanzo incompiuto di José Saramago

José Saramago, scrittore e giornalista portoghese, scomparso nel 2010, torna a far parlare di sé. A quattro anni dalla morte, infatti, la Feltrinelli ha deciso di pubblicare la sua ultima opera incompiuta, dal titolo Alabarde, alabarde. Il libro, che uscirà in tutte le librerie il 27 agosto, è arricchito dalle illustrazioni di Gunter Grass e da uno scritto di Roberto Saviano.

Alabarde, alabardeè…

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Nuovo appuntamento con passione libri, la rubrica dedicata ai consigli di letture a tema. Dopo un paio di incursioni tra i romanzi storici, abbiamo deciso per questo martedì di riprendere un filone già proposto in passato: quello dei colori. Dopo rosso, nero e bianco ci sembrava il momento giusto per ampliare la nostra gamma cromatica con una nuova nuance. E abbiamo scelto… il rosa. Cosa vi fa…

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